Il Multipluto contribuisce a individuare e documentare una foresta di corallo nero a Marettimo.

Nell’ambito di collaborazioni con Università e Enti di ricerca, Azionemare ha ospitato il team del biologo marino Giovanni Chimienti a bordo del DAEDALUS, navigando nelle acque delle Egadi, per lo studio nella “twilight zone”, la zona profonda in cui la luce scarseggia.

L’indagine era volta a individuare e documentare la presenza di corallo nero nei fondali di Marettimo, ricchissimi di vita. I coralli neri appartengono all’ordine Antipatharia (dal greco anti pathos – contro la sofferenza - per le sue presunte proprietà curative) e hanno uno scheletro nero, grazie a una proteina chiamata antipatina, che li rende resistenti ed elastici e perfettamente adattati a colonizzare aree con correnti marine considerevoli. In acqua appaiono come formazioni arborescenti di oltre 2 m di altezza, per questo chiamate foreste, di colore bianco, grazie ai loro polipi che rappresentano la parte viva delle colonie. Proprio la loro morfologia crea ambienti eccezionalmente complessi capaci di favorire un livello di biodiversità incredibile, ospitando moltissime specie marine che in esse trovano rifugio e cibo, depongono le uova o allevano i piccoli; rappresentano quindi delle vere e proprie oasi che è fondamentale individuare ai fini della loro tutela.

Con l’occasione sono stati raccolti anche campioni per successivi studi genetici, volti a comprendere se e come le diverse foreste siano connesse tra di loro dal punto di vista genetico, e quindi più resilienti ai cambiamenti. Come detto questi animali si trovano in una fascia profonda, dominata da organismi animali, conosciuta come “twilight zone” o zona crepuscolare, che in genere inizia dove la fotosintesi non è più possibile e termina dove la luce scompare completamente. Uno spazio abitato da moltissime creature, alcune ancora sconosciute, che per poter sopravvivere dipendono fondamentalmente dai resti degli organismi che cadono dall’alto verso il fondo. Per il successo della missione e per documentare la presenza di corallo nero è stato quindi fondamentale l’utilizzo del Multipluto che ha consentito di esplorare in profondità le coste di Marettimo.


Come si può osservare dal filmato, il ROV ha documentato una vasta foresta di questi animali, in particolare formata dalla specie Antipathella subpinnata, caratterizzata da una disposizione dei rami piuttosto irregolare con esili ramificazioni terminali simili a pinnule, rivolte verso l’alto o parzialmente pendenti. In alcune sequenze si può notare la presenza di due puntini rossi, originati da due fonti luminose montate sul Multipluto, che consentono ai ricercatori una valutazione di massima delle dimensioni degli organismi ripresi. Ancora una volta i mezzi di Azionemare sono stati messi a disposizione della Scienza per lo studio e la tutela dell’ambiente marino.

Per ulteriori approfondimenti https://youtu.be/X3qfsRGUqoo?si=RAjrMi6oUiO4rfon

Crediti: FOTOGRAFIA IN COPERTINA DI FILIPPO BORGHI