EMERGENZA AMBIENTALE GLOBALE
Se ne parla, se ne discute, ci sommergono con la televisione e giornali di ogni tipo, tutti i giorni sicuramente sentiamo più volte parlare di “riscaldamento globale”, “rivoluzione verde”, “emergenza climatica”, “zero CO2” e poi inquinamento, elettrificazione, riciclaggio, Greta Thumberg, economia green, e tutto ci turbina nella mente, non ci fa dormire e quando accendiamo il motore del SUV: - oddio il CO2…spegni subito! –
Già, il SUV (Sport Utility Vehicle). Ma noi italiani non inventiamo più niente? Berlinetta, decapottabile, familiare, giardinetta… ma no, se non è americano non è buono, e così via con il SUV in tutto il mondo, così da essere alla moda, sulla cresta dell’onda globale, questa sì che è soddisfazione e al diavolo i consumi e le strade che diventano sempre più strette. Questa però è un’altra storia. Ne parleremo più avanti.
Ora il tema è la salute del pianeta Terra, quello su cui siamo nati, quello su cui moriremo (il più tardi possibile). In fondo è ben più della nostra casa. La condividiamo con i nostri familiari e tanti, ma proprio tanti altri. Se in casa facciamo una puzza, apriamo una finestra e rinnoviamo l’aria, la puzza esce ed entra aria pura. Sul pianeta invece respiriamo direttamente gli scarichi di miliardi di automobili e non ci sono finestre da aprire. Questi scarichi oltre a puzzette corrosive tipo ossidi di azoto e di zolfo, sfiatano nell’aria quantitativi enormi di anidride carbonica (questo è il nome in italiano, chimicamente è biossido di carbonio, americanamente “diossido di carbonio”) ed autorevoli scienziati ci raccontano degli effetti deleteri che il CO2 provocherebbe sul clima.
Normalmente se da coppietta appena sposata ci accontentiamo di un monolocale, appena arriva un figlio ci allarghiamo a due o tre locali, o anche più se dobbiamo ospitare la suocera. Dopo di che decidere se fare un altro figlio dipende da ragionamenti di risorse economiche, siamo sempre preoccupati di riuscire a crescere i figli con tutto il necessario. Se una famiglia capisce il problema e si comporta di conseguenza, perché non si riesce ad estendere il concetto all’intero pianeta?
La Terra è la casa di una grande famiglia ma non si possono aggiungere stanze. Se per nutrire un miliardo di abitanti basta coltivare le pianure fertili, per dieci miliardi le pianure non bastano più e dobbiamo abbattere foreste per fare spazio alle palme da olio.
Ed è anche peggio se parliamo di risorse che si estraggono una sola volta dal terreno, che non si rinnovano, che una volta esaurite ci obbligano a rinunce.
La risorsa più importante che si estrae dal sottosuolo è quella energetica che si è accumulata in milioni di anni ai tempi geologici del Carbonifero. Immani quantità di legname di foreste che avevano catturato anidride carbonica ed emesso in atmosfera parte dell’ossigeno che respiriamo oggi, sono state sepolte in strati diventati geologici e trasformate in carbone. Enormi giacimenti di petrolio e gas metano (questo il nome italiano e chimico, invece del “gas naturale” per i soliti americani) di supposta origine geologica sono scoperti a grande profondità. Oggi attingiamo da queste riserve e bruciamo tutto, riversando anidride carbonica nell’atmosfera e distruggendo ossigeno.
La Terra è stata provvista dalla Natura di procedimenti di purificazione, le piogge, e di rigenerazione, le foreste. L’anidride carbonica viene ancora catturata dalla vegetazione, sia di terra che di mare (il fitoplancton) con l’aiuto dell’energia solare, ma il ritmo oggi non arriva a riciclare tutto quello che bruciamo. Per ristabilire l’equilibrio bisognerebbe ridurre la quantità di carburanti che consumiamo, ma il proliferare della popolazione e il miglioramento del tenore di vita di miliardi di persone, si pensi solo alla Cina e all’India, richiedono sempre più energia e non solo impediscono l’auspicata riduzione ma addirittura si registra un aumento dei consumi.
Negli anni ’70 e ’80 dopo la prima crisi energetica, si pensava che le riserve dei giacimenti fossero in esaurimento e che nel giro di 30 anni sarebbero finite. Invece i perfezionamenti della tecnica hanno permesso di trovare nuovi giacimenti e di sfruttarli anche in condizioni difficilissime, si pensi alle regioni artiche e al fondo del mare dove si coltivano pozzi oltre i mille metri di profondità. Questo consentirà all’umanità di bruciare ancora enormi quantità di gas e petrolio per almeno altri 50 anni.
Facile dedurre che il nocciolo della questione risiede nel fatto che la popolazione mondiale si è talmente gonfiata da eccedere abbondantemente quanto la Terra è in grado di alimentare.
Siamo sommersi e frastornati da regole, raccomandazioni, divieti, per cercare di ridurre al minimo l’inquinamento e l’alterazione dell’ambiente naturale. Per rimediare in parte alle devastazioni procurate da masse sempre crescenti di turisti spesso incolti e maleducati, le riserve naturali e i parchi marini e terrestri si moltiplicano a macchia d’olio. Spazi chiusi dove ti fanno pagare un biglietto per entrare. E poi spesso devi essere accompagnato da guide turistiche autorizzate, agenzie private che si sono assicurate un facile lavoro.
Questa cosa tocca anche noi che andiamo per mare da 60 anni proprio per toglierci dalla folla terrestre e spaziare liberamente. Una volta ormeggiavamo la nostra barchetta a vela nel porticciolo di Vernazza alle 5 terre, potevamo passeggiare, sederci al sole sul sagrato della chiesetta, consumare un piatto di “bianchetti” nel localino sul porto. Ora tutto il mare antistante le Cinque Terre, da Riomaggiore a Monterosso e punta Mesco è parco marino, si può navigare quasi ovunque salvo le zone A che sono riserva integrale, ma guai se ti viene desiderio di ancorare per scendere a terra senza prima aver aperto internet e aver pagato l’obolo.
Tutto normale e comprensibile. Oggi la mobilità delle folle approfitta degli aerei “low cost”, autostrade e treni sono presi d’assalto, tutti hanno risorse sufficienti per pagarsi i viaggi dunque sono tutti in giro ad occupare spazi e a consumare risorse.
La soglia di povertà può comprendere anche chi possiede una macchina usata, oggi tutto è relativo, non occorre essere un africano con i bimbi denutriti. Il risultato di questo benessere diffuso è che i luoghi turistici sono presi d’assalto e sarebbero rapidamente devastati se non fossero stabilite regole rigorose di fruizione che ovviamente limitano grandemente la libertà del singolo.
Dunque, se da un lato la libertà non è più quella di una volta, dall’altro per mettere in movimento masse enormi occorre tanta energia, occorrono infrastrutture che cementificano e sottraggono terreni alla natura, in definitiva alterando in modo irreversibile la natura e consumando risorse che non si rinnoveranno.
La misura del degrado è data dal numero di persone moltiplicato per il tenore di vita, ovvero dalla possibilità di spesa di ciascuno.
Oggi ci intontiscono con divieti, regole, trasformazioni energetiche, il ridicolo “green deal” della Ursula v.d.Leyen, ma nessuno, ma proprio nessuno si azzarda neppure ad accennare ai due fattori chiave del degrado: numero di personee tenore di vita.
Sembra quasi che chi ha la possibilità di influire sull’opinione pubblica (“influencer”?) e chi ha il potere di stabilire regole non vedano al di là del loro naso, oltre ad essere a volte incapaci anche solo di trovare soluzioni pratiche ed efficaci nel loro piccolo. Così ad esempio in Italia abbiamo a che fare con una brillante trovata di dover conferire i rifiuti all’ “isola ecologica”, eufemismo per identificare il deposito immondizie, in cassonetti provvisti di meccanismi di apertura quasi da caveau di banca. Se sei svizzero e non hai la tessera sanitaria puoi pure portarti a spasso il tuo sacco di immondizia finché stanco non ti fermi presso un cestino sul marciapiede, lo osservi ma è troppo piccolo per introdurre il tuo sacco, l’imboccatura è sagomata apposta per lasciar passare solo bottigliette e coppette gelato. Allora ti guardi intorno e facendo finta di niente abbandoni il tuo fardello lì sotto e te la squagli come un ladro domandandoti chi sarà mai stato il genio che ha inventato questo sistema.
Promuovere lo sfruttamento di energie rinnovabili quali sole e vento non è certo una brutta idea, ma quando un gruppo di politici incapaci, mandati dalla “democrazia” a dirigere l’Unione Europea, decide che nel 2035 tutte le auto dovranno essere elettriche, allora si rasenta la follia. Bloccare le auto con motori termici diventa così una ideologia calata dal cielo da perseguire con cieca fede. Questi politici non sono stati capaci neppure di farsi consigliare dai tecnici, avrebbero dovuto convocare una commissione multinazionale per valutare pro e contro, invece nulla. Si va avanti con l’ideologia. Non importa che per l’Europa si tratti di una tegola sulla testa. Non importa che gli altri nove decimi dell’umanità continuino a bruciare petrolio allegramente, davanti a tutto c’è l’idea della “lotta al cambiamento climatico” che cattura il consenso popolare e assicura la rielezione ai detti politici chissà come mai tutti di sinistra.
L’idea di andare a toccare il tema della riproduzione umana invece è tabù assoluto.
Tanto tempo fa qualcuno disse –“andate e moltiplicatevi”-, era un Tipo molto in su che non ammetteva discussioni. Costui oggi non riscuote più molto seguito nella nostra società occidentale, tuttavia l’argomento riguarda la sfera intima delle persone che Lui aveva regolato con Comandamenti oggi allegramente aggirati in nome di una acquisita dominante libertà individuale. Tuttavia la sfera sessuale resta largamente soggetta al senso del pudore e il tema riproduttivo rimane confinato individualmente alle coppie.
Nella DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI delle Nazioni Unite 1948 all’Articolo 16 si afferma il diritto di uomini e donne a formare una famiglia (etero) che è il nucleo della società e non si parla dei figli, dunque costringere una famiglia a limitare il numero dei figli non violerebbe la Carta dei diritti umani.
I pensieri del popolo sono sempre circoscritti all’ambito di vita e al tempo presente o al futuro immediato, ciascuno pensa per sé e alla propria cerchia.
Tuttavia se si parla di crisi globale come accade oggi, anche il cittadino comune dovrebbe essere costretto a pensare un po' più in grande, allargare i suoi orizzonti al mondo intero ed essere sensibile alle misure necessarie per mantenere l’equilibrio, ma questo non accade. Il risultato è che a malapena si riesce a convincere il cittadino a selezionare l’immondizia o a comprare l’auto elettrica. Voler stabilire regole per la riproduzione non riscuoterebbe alcun consenso democratico, per agire in questo ambito occorrerebbe un governo forte capace di imporre le decisioni, una di quelle da noi aborrite cosiddette autocrazie. Ma è così che la Cina ha risolto il suo problema demografico, fenomeno ignorato dagli altri e apparentemente irripetibile tant’è vero che l’India che aveva i due terzi degli abitanti della Cina, è diventato il paese più popoloso al mondo, senza contare i due distaccamenti maomettani, Pakistan e Bangladesh che prolificano a ruota libera per la gloria di Allah.
Alla fine del 2019 ben 11.258 scienziati di tutto il mondo diffusero una “lettera di avvertimento” in cui proponevano “la riduzione graduale della popolazione mondiale” come rimedio all’emergenza ambientale globale.
L’evento passò del tutto inosservato, ripreso solo da alcuni sedicenti giornalisti come un certo Paolo Vites[1] il quale invece di riferire semplicemente la notizia propinava gratuite opinioni personali: “scienziati choc” “…invece di essere una soluzione è un omicidio” “Hitler si sarebbe congratulato con loro…”
oppure più recentemente il pur quotato Roberto Vivaldelli[2] che commentava: “…appare però oramai evidente la volontà dei Gates di dettare la loro agenda a livello globale…” in quanto Melinda e Bill Gates si erano associati all’iniziativa.
Nella lettera dei Gates si parlava di agevolare il controllo delle nascite senza costrizioni, il che a nostro avviso renderà inefficace l’idea: l’obbligo dovrebbe essere imposto e fatto osservare con ogni mezzo, ad ogni individuo si conceda il diritto di replicare sé stesso ma rigorosamente nulla più.
“Fate cinque figli, il futuro dell’Europa è vostro” disse il presidente turco Erdogan nel 2017 ai musulmani residenti in Europa, una dichiarazione che riprendeva quella dell’algerino Boumedienne nel 1974 all’Onu: “Il ventre delle nostre donne ci darà la vittoria”.
Ecco in che mondo siamo…la demografia al servizio del predominio islamico.
Qualche esempio illuminante?
La striscia di GAZA che sopravvive solo grazie ad aiuti americani ed europei veicolati dall’ UNRWA, agenzia dell’ONU, senza la quale morirebbero tutti di fame. Da notare che non si tratta di una situazione di crisi temporanea ma di un sistema consolidato dove noi ci sentiamo in obbligo di mantenere della gente dedicata solo a fare figli e creare guai:
tasso di crescita 3,86% annuo, dati Caritas 2003, figli per donna 6,17, popolazione stimata 1.300.000 nel 2003, venti anni dopo 2.000.000, metà popolazione sotto i 14 anni
Nel Medio oriente si vede come i musulmani e le loro donne segregate facciano figli in quantità industriale: crescita dal 2000 al 2023:
Egitto da 66 a 107 milioni 20 anni dopo,
Turchia da 63 a 85 milioni, aumenta di 600 mila ogni anno.
Arabia Saudita da 20 milioni a 33 con una crescita record del 65% in 20 anni!!!
Il mondo musulmano (preferiremmo dire maomettano termine oggi desueto ma che apparteneva alla nostra tradizione verbale) include enormi paesi come Iran, Pachistan, Malesia, Indonesia, Bangladesh, ecc. tutti fuori controllo demografico, tutti che perseguono il precetto maomettano di conquista mondiale, tutti dediti alla esportazione dell’eccesso di popolazione che migrano da noi esportando anche la loro cultura coranica.
Un altro autorevolissimo parere arriva dal celebre scienziato Stephen Hawking, si, proprio lui, che paralizzato dalla SLA è stato una delle menti più geniali del nostro tempo, colui che ha previsto e studiato i Buchi Neri cosmici.
“In un'apparizione video a una convention a Pechino[3] nel 2017, Hawking ha condiviso la sua idea che l'umanità potrebbe sterminarsi a causa dell'"avidità" umana e dell'"ottusità" di coloro che abitano il pianeta.”
E con la sua profezia prima di scomparire:
“Hawking vedeva la crescita della popolazione e il conseguente aumento del consumo energetico come fattori critici che avrebbero potuto trasformare la Terra in un'enorme palla di fuoco.”[4]
Ecco, queste sono le menti che vedono gli eventi cosmici e che sono capaci di identificare le cause dei fenomeni a grande scala. Si contrappongono a coloro che si soffermano solo su una piccola parte dei problemi, come dire che ho imparato la regola di lavarmi i denti dopo i pasti ma se esco cado nel vuoto perché non mi ero accorto di essere su un aereo. La visione a largo spettro è prerogativa solo di poche persone che in genere sono quelle prive di potere.
[1] https://www.ilsussidiario.net/news/emergenza-clima-ridurre-nascite-scienziati-choc-riduzione-popolazione-mondiale/1946364/
[2] https://it.insideover.com/politica/lossessione-delle-elite-il-controllo-delle-nascite.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect
[3] Avidità e maldestrezza © Fornito da The Daily Digest
[4] Crescita demografica © Fornito da Showbizz Daily International

